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aggiornato il 26.09.2005
         
 

1950_La pittura esplode in maniera incontenibile; dipinge ogni giorno, qualche volta anche due volte al giorno. I quadri si assommano, depositati per terra, o a pile, sui mobili e addirittura sulle botti. Catelli conosce poca gente, un medico, un professore di lettere ed altri pochi «intellettuali». Qualche volta riceve le visite dello scultore Giovanni Tizzano, di Emilio Notte, del pittore Francesco Galante, di Franco Girosi e dello scultore Saverio Gatto.

1956_Una galleria napoletana organizza una mostra del pittore camaldolese. E', per molti, una soperta entusiasmante.

1960_Il peso degli anni si fa sentire e Camillo decide di abbandonare i lavori della terra dedicandosi totalmente alla pittura. Dipinge anche tre, quattro quadri o abbozzi al giorno. La sua pittura si caratterizza nettamente in virtù di un suo forte, aspro

 

e primitivo senso della forma, oltre che per la fedeltà ai contenuti direttamente legati alla terra, alla campagna e a quelli che vi vivono e vi lavorano.

1978_Catelli muore all'età di 92 anni. Fino agli ultimi giorni della sua esistenza la sua pittura ebbe uno sviluppo coerentissimo e continuo, tendente alla sintesi colore-forma e sviluppandosi, sempre inaspettatamente, con soluzioni figurative classiche, concrete ed essenziali.

 
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