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aggiornato il 26.09.2005
         
 
Secondo periodo (1940 - 1960)

Nei primi anni '40 Catelli riprese la sua attività artistica disegnando a carboncino. I temi erano quelli strettamente legati alla realtà in cui viveva: i ritratti delle donne di casa, le bambine, i volti amati delle figlie, le scene relative al lavoro, donne intente al bucato, ragazze che cuciono, il bambino che dorme al sole, e poi gli attrezzi agricoli, le bestie da cortile, cavalli, buoi, e tutto ciò che colpiva la sua immaginazione. Dal '44 Catelli ritornò alla pittura a olio e già da quelle prime opere appare il carattere più spiccato della pittura di Catelli, la forza aspra e monumentale dell'immagine: una monumentalità non immobile, fredda e intellettualistica, ma piena di sangue, di calore umano, che si esprime in forme rotte con disegno potente e spregiudicato, che mira all'essenzialità della resa figurativa, rifuggendo dalle annotazioni episodiche e da particolari pittoreschi. Il colore domina sovrano, in macchie significanti, che modellano i corpi e le forme attraverso piani fermi e solidi, che si intersecano con una logica «interna» ed una armonia compositiva quasi cubista.

 
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